TRICLORURO DI ARSENICO ICSC: 0221
Aprile 2000

Cloruro di arsenico III
Cloruro arsenioso
CAS # 7784-34-1 AsCl3
RTECS # CG1750000 Massa molecolare: 181.2
UN # 1560
EC # 033-002-00-5
EINECS # 232-059-5
TIPO DI RISCHIO / ESPOSIZIONE RISCHI ACUTI / SINTOMI PREVENZIONE PRIMO SOCCORSO / MEZZI ESTINGUENTI
INCENDIO Non combustibile. Nella combustione libera fumi (o gas) tossici o irritanti.
NO contatto con acqua e metalli.
In caso di incendio nell'ambiente circostante: NO acqua.
ESPLOSIONE Rischio di incendio ed esplosione a contatto con
acqua e metalli.


ESPOSIZIONE
EVITARE OGNI CONTATTO!
IN OGNI CASO CONSULTARE UN MEDICO!
Inalazione Mal di testa. Tosse. Difficoltà respiratoria. Mal di gola. Vedi Ingestione.
Sistema chiuso e ventilazione.
Aria fresca, riposo. Posizione semi eretta. Sottoporre all'attenzione del medico.
Cute Arrossamento. Dolore.
Guanti protettivi. Vestiario protettivo.
Rimuovere i vestiti contaminati. Sciacquare la cute con abbondante acqua o con una doccia. Sottoporre all'attenzione del medico.
Occhi Arrossamento. Dolore.
Occhiali di sicurezza,,
Visiera, o protezione oculare abbinata a protezione delle vie respiratorie.
Prima sciacquare con abbondante acqua per alcuni minuti (rimuovere le lenti a contatto se è possibile farlo agevolmente), quindi contattare un medico.
Ingestione Dolore addominale. Diarrea. Nausea. Vomito. Shock o collasso.
Non mangiare, bere o fumare durante il lavoro. Lavarsi le mani prima di mangiare.
Risciacquare la bocca. NON indurre il vomito. Sottoporre all'attenzione del medico.
RIMOZIONE DI UN VERSAMENTO IMBALLAGGIO E ETICHETTATURA
Evacuare l'area pericolosa! Consultare un esperto! Protezione personale: indumento protettivo munito di autorespiratore. NON permettere che questo agente chimico contamini l'ambiente. Raccogliere il liquido fuoriuscito e sversato in contenitoridi plastica sigillabili il più lontano possibile. Assorbire il liquido restante con sabbia asciutta o adsorbente inerte e spostare in un posto sicuro.
Imballaggio infrangibile; posizionare gli imballaggi fragili in contenitori infrangibili chiusi. Non trasportare con alimenti e mangimi. Inquinante per l'ambiente marino. Nota: A
Classificazione EU
Simboli: T, N
R: 23/25-50/53
S: (1/2-)20/21-28-45-60-61
Classificazione UN
UN classe di rischio: 6.1
UN gruppo di imballaggio: I
RISPOSTA DI EMERGENZA IMMAGAZZINAMENTO
Transport Emergency Card: TEC (R) - 61GT4-I. Codice NFPA: H3; F0; R0;
Separato da alimenti e mangimi.
Freddo. Asciutto. Ventilazione lungo il pavimento.
IPCS
International
Programme on
Chemical Safety
Preparata nel contesto della cooperazione tra l'International Programme| on Chemical Safety & la Commissione della Comunità Europea (c) IPCS, CEC 1999

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TRICLORURO DI ARSENICO ICSC: 0221
DATI IMPORTANTI
STATO FISICO: ASPETTO:
LIQUIDO INCOLORE,
OLEOSO,
FUMANTE , CON ODORE PUNGENTE.

PERICOLI CHIMICI:
La sostanza si decompone per forte riscaldamento producendo fumi tossici di acido cloridrico (vedi ICSC 0163) e ossidi di arsenico. Reagisce violentemente con aria umidao acqua generando
acido cloridrico (vedi ICSC 0163) Attacca molti metalli formando gas infiammabile/esplosivo (idrogeno-vedi ICSC 0001).

LIMITI DI ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE:
TLV: 0.01 mg/m³ come TWA;
A1 (cancerogeno riconosciuto per l'uomo); BEI pubblicato;
(ACGIH 2004). MAK: Classe di cancerogenicità: 1; Gruppo mutageno per le cellule germinali: 3A; (DFG 2004).
VIE DI ESPOSIZIONE:
La sostanza può essere assorbita nell'organismo per inalazione dei suoi vapori e per ingestione.

RISCHI PER INALAZIONE:
Una contaminazione dannosa dell'aria può essere raggiunta molto rapidamente per evaporazione della sostanza a 20°C .

EFFETTI DELL'ESPOSIZIONE A BREVE TERMINE:
La sostanza e' gravemente irritante per gli occhi la cutee
il tratto respiratorio La sostanza può determinare effetti sul tratto gastrointestinale, sul
sistema cardiovascolare, sul
sistema nervoso centrale , causando gravi gastroenteriti, perdita di fluidi e di elettroliti, disordini cardiaci,
shock,
convulsioni.
L'esposizione superiore all'OEL può portare alla morte. Gli effetti possono essere ritardati. E' indicata l'osservazione medica.

EFFETTI DELL'ESPOSIZIONE RIPETUTA O A LUNGO TERMINE:
Contatti ripetuti o prolungati con la cute possono causare dermatiti. La sostanza può avere effetto sulle membrane mucose, sulla cute,sul
sistema nervoso periferico, sul
fegato esul
midollo osseo , causando alterazioni della pigmentazione, ipercheratosi, perforazione del setto nasale, neuropatia, danni epatici e anemia Questa sostanza è cancerogena per l'uomo.
PROPRIETÀ FISICHE
Punto di ebollizione: 130.2°C
Punto di fusione: -16°C
Densità: 2.1 g/cm3
Solubilità in acqua, g/100 ml (reazione)
Tensione di vapore, kPa a 20°C: 1.17
Densità di vapore relativa (aria=1): 6.3
Densità relativa della miscela aria/vapore a 20°C (aria=1): 1.06
DATI AMBIENTALI
Questa sostanza può essere pericolosa per l'ambiente; una attenzione particolare deve essere posta alla contaminazione del suolo, e agli organismi acquatici.
Si raccomanda vivamente che questa sostanza non sia immessa nell'ambiente.
NOTE
Il punto di fusione apparente è dato dalla perdita di acqua di cristallizzazione. In funzione del grado di esposizione, sono indicati esami clinici periodici. NON portare a casa abiti da lavoro.
La scheda è stata parzialmente aggiornata in Ottobre 2005.
Vedi le sezioni: Limiti di Esposizione Occupazionale, Risposta di Emergenza.

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI


NOTIZIA LEGALE Né la CEC né IPCS e neanche le persone che agiscono per conto della CEC o dell'IPCS sono responsabili per l'uso che verrà fatto di queste informazioni
(c) IPCS, CEC 1999